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Il rischio sismico

Per la definizione del rischio, in modo del tutto generale, bisogna fare riferimento alla combinazione di tre parametri che assumono sfumature diverse a seconda dell’ambito a cui si applicano:

  1. pericolosità
  2. vulnerabilità
  3. esposto

Prendendo in considerazione il rischio sismico, si possono caratterizzare nel modo seguente:

  1. pericolosità (P): può essere indicata come l’intensità dell’accelerazione al suolo di picco (pga) corrispondente ad un evento con tempo di ritorno T (essendo T funzione della probabilità di superamento nell’arco della vita utile dell’opera); località diverse hanno diversi valori di pga come indicato dalle mappe dell’INGV (il valore per una determinata posizione può essere individuata grazie all’utilizzo di appositi database).
  2. vulnerabilità (V): è intesa come la tendenza di un’opera a subire danni qualora sottoposta ad un evento calamitoso. Riguarda l’opera in sé, in particolare può essere ridotta adottando scelte progettuali (regolarità, materiali, schema strutturale, ecc.) e particolari costruttivi (presenza di elementi antisismici come catene, collegamenti tra pareti, ecc.) adeguati a sopportare l’azione sismica;
  3. esposto (E): è rappresentativo del valore che può subire una perdita in seguito al terremoto, in termini di oggetti o persone all’interno dell’edificio.

In termini matematici il rischio è il prodotto dei parametri elencati:

                                                                 R = P x V x E

Interpretandone il significato, a parità di sollecitazione sismica (P) e di caratteristiche dell’edificio (V), se un terremoto è applicato ad un edificio disabitato e senza oggetti di valore al suo interno (E molto basso) dà luogo ad un rischio molto basso, mentre se lo stesso edificio è adibito a scuola (E molto alto) il rischio è elevato.

Analogamente, costruendo due edifici con le stesse caratteristiche (V), con stessa destinazione d’uso (E) ma in località diverse (con P differenti) avranno rischi diversi.

1 - pga (P)
2 - Caratteristiche dell'opera (V)
3 - Esposto (E)
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